Un nuovo Provvedimento per le rinnovabili

(AGENPARL) – Roma, 29 apr – “Nella formulazione del parere positivo, l’Anci ha tenuto conto del lavoro complessivo svolto nel corso di questi mesi dal gruppo tecnico e della necessità di conciliare le diverse istanze delle amministrazioni comunali, in quanto soggetti attivi sul mercato dell’energia da solare fotovoltaico da una parte e co-responsabili della tutela del proprio patrimonio, dello sviluppo sostenibile del territorio e del benessere della cittadinanza, e di contribuire a definire un quadro di regole chiare per un settore di fondamentale importanza”. Così Filippo Bernocchi, Vicepresidente Anci con delega alle politiche energetiche spiega le motivazioni che hanno portato l’Associazione dei Comuni ad esprimere parere positivo, ieri in Conferenza Unificata, sul decreto in materia di incentivi per gli impianti fotovoltaici.

“L’Anci – aggiunge – crede fortemente che la fonte solare costituisca una risorsa da valorizzare alla luce delle caratteristiche geografiche del nostro Paese, ma porta avanti l’idea che ogni territorio possa avvalersi di un mix il più possibile diversificato e che rispecchi le reali potenzialità e specificità di ciascuna zona, ottimizzando scelte fatte e risorse disponibili, senza ulteriore consumo di beni per propria natura scarsi e preziosi come il paesaggio e il suolo”.

“In questo senso, l’Anci ha condiviso, così come hanno fatto anche le Regioni e le Province nella riunione tenutasi il 22 marzo, l’approccio seguito dal Ministero dello Sviluppo Economico, teso a raggiungere degli obiettivi sostenibili per le fonti rinnovabili, in questo caso per il fotovoltaico, sia in termini energetici sia di peso finanziario sui cittadini. Sebbene infatti non costituisca l’unica componente a gravare sull’utente finale, nei fatti la quota nella componente A3 della bolletta costituita dall’incentivo a tale fonte sta crescendo esponenzialmente. Inoltre – evidenzia Bernocchi – se il mercato del fotovoltaico è stato fino ad oggi fortemente incentivato poiche’ ancora in fase iniziale di sviluppo, con decisioni non sempre condivisibili se proiettati gli effetti nel lungo periodo, come nel caso del decreto ‘Salva Alcoa’, e’ necessario oggi tenere conto del costo dell’incentivo da mantenere, degli obiettivi di grid parity ovvero di raggiungimento dell’equilibrio economico posto al 2016, dei limiti infrastrutturali di assorbimento/immissione dell’energia prodotta e dell’adeguamento delle reti, nonché del rischio reale di operazioni meramente speculative che rischiano di compromettere le numerose iniziative concrete di investimento portate avanti anche da tante amministrazioni e che creano sviluppo e occupazione”. “Rispetto a ciò – spiega ancora – si è ritenuto indispensabile e urgente fornire nel minor tempo possibile regole certe e prospettive definite al mercato, che nell’attuale momento di stallo vede bloccate non soltanto le bolle di natura finanziaria ma le tante aziende che sul territorio hanno costituto una filiera. In tale ottica, l’Anci ha apprezzato l’attenzione che nel decreto viene prestata e alla tutela in favore dell’industria nazionale sulle componenti degli impianti (inverter), nonché alle garanzie circa lo smaltimento e il riciclo dei moduli fotovoltaici al termine della vita utile dell’impianto, in linea con le richieste dell’Associazione per le realtà produttive che stanno trovando in alcuni territori una specializzazione settoriale e di filiera, come ad esempio in Veneto”.

“Per quanto riguarda alcuni punti di interesse per le amministrazioni comunali e proposte emendative avanzate – sottolinea Bernocchi – si è tenuto conto del mantenimento di elementi premiali per tutti i Comuni e in particolare per i piccoli, dell’estensione della soglia dimensionale per i piccoli impianti, della trasformazione del premio incentivante per la sostituzione dei tetti in eternit dal 10% ad una quota fissa per kw/h e soprattutto di una apertura del Governo sul periodo transitorio e sulla necessità di ammorbidire ulteriormente il decalage progressivo prospettato dal Ministro Romani per il 2011- 2012, al fine di salvaguardare gli investimenti in corso”.

“L’Anci aveva sottolineato che l’introduzione di meccanismi ‘nuovi’ per il nostro Paese (avvicinamento al modello tedesco e regolazione di un periodo transitorio) doveva essere accompagnato da una contestuale garanzia di efficienza del sistema, ad esempio di meccanismi sanzionatori per il Gestore di rete in caso di mancato rispetto dei termini per il rilascio della certificazione di fine lavori, e dei soggetti deputati al controllo, mettendo in luce una forte problematicità nell’attuazione delle disposizioni contenute nel provvedimento, a partire dal Registro per i grandi impianti, che si è concordato di attivare nel 2012. Anche su questi punti si è raggiunto un accordo nel corso della Conferenza Unificata di ieri, e ad oggi – conclude – si attende che l’apertura del Governo si traduca in una modifica concreta del provvedimento”.

Un nuovo Provvedimento per le rinnovabiliultima modifica: 2011-05-01T13:49:59+02:00da piero_aloia
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