Visto il no ribadito dall’ultimo referendum, sarà possibile raggiungere l’indipendenza energetica facendo a meno del nucleare?

 

Si lo sarebbe, anzi si ridurrebbe quasi del tutto l’utilizzo dei carburanti fossili, si eviterebbe di dipendere da altri paesi e sicuramente si respirerebbe un aria migliore.

Questo cambiamento è possibile anche senza andare a costruire enormi ed impattanti impianti eolici o solari concentrati in una singola area, ma anzi creando una centrale diffusa sul territorio. La centrale diffusa è fatta di tante piccole centrali di produzione di energia sparse sul territorio, hanno un impatto ambientale molto basso in alcuni casi, il mini idrico per esempio, quasi nullo, inoltre, l’energia fornita da questi impianti può essere modulata a seconda delle esigenze.

 

È possibile fare a meno del nucleare investendo e pianificando le energie alternative, bisogna pensare a una rivoluzione delle pianificazioni urbanistiche, se si vuole raggiungere gli obbiettivi fissati a Kyoto e andare oltre fino alla copertura energetica totale,  i nuovi regolamenti urbanistici devono essere pensati in vista di una pianificazione territoriale strategica sostenibile. L’obiettivo dei nuovi studi territoriali sarà l’individuazione e la misurazione delle risorse energetiche e il loro possibile sfruttamento in modo da poter fare una giusta pianificazione alle varie scale territoriali in funzione della presenza delle risorse e l’entità dei consumi la pressione antropica la presenza industriale Il caso dei comuni collinari e montani come Marradi, Vaiano o i comuni della valle del Serchio.

In questi luoghi sono anche presenti insediamenti ottocenteschi che hanno molte similitudini con gli attuali scopi energetici, opifici dotati di generatori idrici come nella valle del Bisenzio per esempio.

In più la pianificazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse presenti in loco può dare molti benefici, pensare all’ energia territoriale come strumento di restauro del territorio: acqua, aree boscate e agricole come Ecosystem Services offerta residenza  artigianato industria agricoltura presidio territorio Energia a pulsante filiera lunga Smart grid filiera corta

 

Caso Marradi

Per marradi stiamo portando avanti un progetto per inserire nel piano strutturale l’utilizzo e la pianificazione delle energie rinnovabili.

 

Risultati:

 rispetto ai consumi attuali, possiamo reperire dal territorio tutta l’energia elettrica e calore necessario al sistema insediativo attuale, con possibilita’ di esubero programmato Smart grid Marketing energetico per offerta insediamento residenziale industriale e agricolo industriale con energia a basso costo cioè e’ possibile programmare un dimensionamento sulla base dello sfruttamento delle risorse naturali in modo sostenibile No pulsante significa adozione di politiche di gestione del territorio per nuova infrastruttura ione basata su piccole centrali di produzione di energia e rete Smart Grid L’esubero energetico può essere indirizzato verso limitrofi sistemi urbani deficienti, creando ad esempio consorzi

 

Studi precedenti: alta valle bisenzio offerta elettrica per 14.000 ab. 6 o 7 impianti miniidrico; valle Serchio 23.000kw/h in 16 impianti elettro e biomasse Smart grid Marradi Abbiamo terminato analisi risorse miniidrico e biomasse Possibile solare elettrico non possibile eolico

Visto il no ribadito dall’ultimo referendum, sarà possibile raggiungere l’indipendenza energetica facendo a meno del nucleare?ultima modifica: 2011-07-02T00:40:00+02:00da piero_aloia
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