Brutto risveglio

 

tablet,energia,petrolio,smart, city,risveglio, rinnovabile, economy, sostenibileImmaginatevi una mattina di primavera, svegliarvi tranquilli e rendervi conto di essere in ritardo folle, la sveglia non è suonata, sbigottiti correte in bagno e rimanete perplessi quando vi rendete conto che non si accende la luce, non c’è acqua calda, la caldaia non funziona,  appena arrivati in cucina non avrete il vostro irrinunciabile espresso, 

uscite ancora storditi dalla brutta sorpresa e vi trovate in un caotico ingorgo cittadino, i semafori sono spenti, al bar niente giornali, fila al distributore di benzina dove per un pieno ci vogliono fogli da cento euro, fila al supermercato che oramai ha gli scaffali vuoti, in auto niente radio, niente telefoni e la piccola icona della batteria lampeggia agonizzante sul  tablet che è in continua ricerca della rete, niente informazioni, niente aiuti, niente di niente, tutto quello che richiede energia non funziona più.

 

Di colpo catapultati dall’era tecnologica al medioevo, mi chiedo se la nostra civiltà ipertecnologica riuscirebbe a sopravvivere, a procurarsi del cibo, a conservarlo e cucinarlo.

In apparenza questo sembra  uno scenario apocalittico degno di esser trama per qualche film sulla fine del mondo, ne sono consapevole, purtroppo però questo è quello che succederebbe se improvvisamente non ci fossero più i combustibili fossili, il petrolio e il gas e in minor parte anche l’uranio.

Dagli anni ’70 oramai si parla di crisi del petrolio con teorie contrastanti basta fare una ricerca in rete sulle frasi oil peak o fine del petrolio per trovare tutto o il contrario di tutto, da una parte gli allarmisti che dicono che la fine del petrolio, o almeno quello estraibile a prezzi ragionevoli, avverrà circa nel 2030, chi tenendo conto dell’aumento di richiesta da parte dei paesi in via di sviluppo come Cina e India lo prevede addirittura nel 2018,  e poi ci sono gli ottimisti, questi in alcuni casi coincidono con i membri delle compagnie petrolifere, che ci tranquillizzano dicendo che non ci saranno problemi di produzione per almeno altri 100 anni.

Il problema vero è che prima o poi questa crisi ci sarà, se ne avvertono già i primi segnali, non solo per il petrolio ma anche per tutti quei carburanti fossili o non rigenerabili come anche l’uranio, non pensare ad un’alternativa valida  è da incoscienti, pensare che la nostra generazione non verrà toccata da questo problema è da egoisti.

La nostra civiltà è legata a doppio nodo a queste fonti di energia, tutto ciò che richiede energia elettrica o forza motrice  dipende ancora da questi, la sottomissione di intere nazioni, guerre e distruzioni sono legate al petrolio e agli altri combustibili.

Negli ultimi anni la coscienza ecologica si è molto ampliata e le energie rinnovabili stanno prendendo piede ma la strada da fare perché queste diano una produzione sufficiente al fabbisogno energetico mondiale è ancora lunga, mancano ancora le reti , le infrastrutture necessarie al giusto funzionamento delle rinnovabili, all’accumulo di energia, stiamo pensando all’idrogeno , stiamo studiando nuove tecnologie per la produzione di energia verde , la popolazione mondiale sta imparando a risparmiare energia e si impegna con iniziative private a produrla mediante impianti fotovoltaici o eolici ma senza un vero programma a livello nazionale e mondiale tutto procede troppo lentamente.

Come cittadini del mondo, se non vogliamo un brutto risveglio per noi o i nostri figli dobbiamo al più presto alimentare la nostra coscienza ecologica, avere rispetto per l’energia, risparmiarla  e chi sta ai piani alti deve mettere da parte gli interessi personali per una volta, anche perché prima o poi anche loro avranno una brutta sorpresa e si troveranno catapultati indietro di 100 anni, l’energia oramai è necessaria per tutti, pensateci.

Brutto risveglioultima modifica: 2012-10-24T22:28:30+02:00da piero_aloia
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